Cancello, Pozzuoli 2024
L’idea nasce dalla necessità di dare un’adeguata risposta alla richiesta della committenza:
… un nuovo cancello di ingresso al Duomo di San Procolo …
La Cattedrale, di recente restaurata con il progetto del gruppo di lavoro capitanato dall’Ing. Arch. M. Dezzi Bardeschi, che ha ridato luce e lustro all’edificio distrutto dall’incendio del 1964, è un sito unico nel suo genere in cui è possibile leggere la stratigrafia architettonica grazie al lavoro di restauro il cui motto Elogio del Palinsesto è chiara espressione della metodologia adottata per permetterci oggi di leggere con chiarezza una storia comune a molte chiese nel nostro territorio. Dal Tempio di Augusto alla Cattedrale di San Procolo, un racconto di 2000 anni.
Il tema progettuale, tanto affasciante quanto complesso, il peso del raffronto così importante con i Maestri del Restauro, e con i grandi del passato, e allo stesso tempo la ricerca di una risposta efficace alla richiesta della committenza, ha fatto si che la dedizione e la cura al dettaglio fosse massima. Naturalmente il minimalismo ha fatto da padrone, con linee geometriche quanto più silenziose possibile, cercando di ripercorrere la composizione della balaustra della scalinata. La necessità di avere una certa resistenza ha fatto scartare l’idea di utilizzare cavi di acciaio, come avviene per la balaustra e necessariamente si è dovuto alterare il disegno, passando da una partizione orizzontale ad una verticale.
Per il decoro a lungo ci si è confrontati con la committenza per trovare un simbolo che richiamasse al Santo Patrono, per giungere infine alla Palma benedicente e portatrice di pace, che l’effigie di San Procolo in Argento, portata in processione per le strade di Pozzuoli, stringe forte nella mano destra.
Per la scelta dei materiali si è pensato da subito all’acciaio inox per tutta la struttura del cancello, per la sua durevolezza e la capacità di resistere alla salsedine marina e allo zolfo della Solfatara. Per l’elemento decorativo, il disco con incise le palme del Santo, si è scelto l’ottone, capace di cambiare nel tempo e mostrarne la patina con il suo cambiamento, come in qualche modo a richiamare le trasformazioni leggibili sul Palinsesto Restaurato.





